La guerra in Iran e in tutto il Medio Oriente prosegue con Teheran che ha annunciato conseguenze dopo la morte di Larijani.
Israele e Usa stanno continuando a portare avanti il conflitto contro l’Iran. L’Idf nelle scorse ore ha comunicato di aver ucciso in un raid Larijani e il capo dei Basij Soleimani, decessi poi confermati anche da parte iraniana. In questo senso, Teheran ha minacciato vendetta con conseguenze che andranno a coinvolgere tutti i Paesi del mondo.

Guerra in Iran: la situazione degli ultimi attacchi
Nelle scorse ore, dopo l’annuncio di Israele, anche Teheran ha confermato l’uccisione del capo del Consiglio supremo della sicurezza iraniano Larijani e del comandante Soleimani. Intanto ci sono stati altri due morti ieri sera a Tel Aviv per una bomba di Teheran. Dal canto suo, l’Idf è tornato a bombardare Beirut con importanti conseguenze. Si parla di sei morti e di oltre una ventina di persone ferite.
Tra gli altri raid da segnalare, ancora attacchi alla base Usa di Baghdad con Washington che ha, invece, colpito siti iraniani vicino Hormuz. Intanto il presidente Donald Trump ha annunciato una coalizione con 4 paesi arabi più Israele spiegando come la Nato “non ci serve”.
Teheran minaccia “conseguenze per tutti”
A seguito della morte di Larijani e Soleimani, il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghch,i ha avvertito che le conseguenze della guerra in Medio Oriente “colpiranno tutti” e ha accolto con favore le critiche al conflitto provenienti dai paesi occidentali. “L’ondata di ripercussioni globali è appena iniziata e colpirà tutti, indipendentemente dalla ricchezza, dalla religione o dalla razza”, ha fatto sapere Araghch.
L’uomo ha anche accompagnato il suo messaggio con una copia della lettera di dimissioni dell’alto funzionario antiterrorismo statunitense Joe Kent che ha protestato contro la guerra. “Sempre più voci, tra cui funzionari europei e americani, definiscono ingiusta la guerra contro l’Iran. Anche altri membri della comunità internazionale dovrebbero fare lo stesso”, ha fatto sapere ancora il ministro.